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I cappelli causano davvero la caduta dei capelli?

Indossare un cappello non causa la perdita di capelli di tipo androgenetico. L’idea che un cappello stretto o caldo privi i follicoli di sangue non è mai stata dimostrata; le migliori prove disponibili, ovvero gli studi sui gemelli che confrontano chi indossa cappelli con il proprio gemello omozigote che non li indossa, indicano il contrario. L’unica eccezione da prendere sul serio è di natura meccanica, non circolatoria: i copricapi aderenti indossati per molte ore ogni giorno possono contribuire all’alopecia da trazione lungo l’attaccatura dei capelli. Per la maggior parte delle persone che ogni tanto indossano un berretto, un berretto di lana o un cappello da sole, la domanda importante non è se indossare o meno un cappello, ma quanto aderisce e per quanto tempo.

  • L’uso abituale dei cappelli non è associato alla perdita di capelli. Le ricerche disponibili, compresi i dati degli studi sui gemelli, non hanno rilevato che l’uso regolare sia un fattore di rischio; in uno studio, chi indossava cappelli ogni giorno aveva addirittura più capelli sulle tempie rispetto al proprio gemello che li indossava di rado.
  • Il rischio documentato riguarda la tensione, non il cappello in sé. Si presenta con copricapi che aderiscono saldamente al cuoio capelluto e restano indossati per molte ore al giorno, non con un berretto largo indossato per un pomeriggio.
  • Il segnale da controllare è un diradamento che segue la fascia, non una caduta generalizzata: segni lasciati da un bordo aderente, cefalee da tensione o un diradamento che segue esattamente la linea in cui poggia il copricapo.
  • Se individuato presto, il diradamento dovuto alla tensione tende a regredire una volta eliminata la pressione; sono la tensione persistente e ripetuta per anni a causare danni permanenti.
  • Il diradamento diffuso o un’attaccatura che arretra senza che c’entri il copricapo indicano un problema diverso, di solito genetico, che richiede un approccio diverso dal semplice cambiare cappello.

Da dove nasce il mito della calvizie causata dai cappelli

La teoria alla base del mito è abbastanza semplice da sembrare plausibile: un cappello stretto, caldo o indossato continuamente potrebbe limitare il flusso sanguigno al cuoio capelluto e fare pressione sui follicoli; in teoria, follicoli che ricevono poco nutrimento o sono sottoposti a tensione produrrebbero capelli più deboli. Un dermatologo citato dalla Cleveland Clinic descrive proprio questo meccanismo, ma precisa che si tratta di un’ipotesi, non di un fatto accertato, perché non è stato studiato a fondo come causa effettiva della perdita di capelli di tipo androgenetico (fonte: Cleveland Clinic). Un meccanismo plausibile non equivale a un meccanismo dimostrato e, quando i ricercatori hanno cercato un legame tra l’uso quotidiano dei cappelli e la perdita di capelli, non hanno trovato quello descritto dal mito.

Cosa mostrano davvero le prove

La verifica più chiara della teoria del flusso sanguigno viene dagli studi sui gemelli, che controllano il fattore genetico confrontando tra loro gemelli identici. In uno studio su 92 coppie di gemelli omozigoti maschi, il gemello che indossava un cappello ogni giorno non aveva perso più capelli alle tempie rispetto al gemello che non lo indossava; semmai, chi portava il cappello ogni giorno aveva perso meno capelli alle tempie (fonte: Cleveland Clinic): si tratta di una correlazione, non della prova che i cappelli proteggano i capelli, e il risultato non va interpretato come un invito a tracciare un nesso causale in una direzione o nell’altra. Ciò che esclude è la specifica affermazione secondo cui l’uso abituale dei cappelli accelererebbe la perdita di capelli: se fosse vero, sarebbe proprio in un confronto di questo tipo che ci si aspetterebbe di rilevarlo. Anche le revisioni più ampie delle prove giungono alla stessa conclusione: non trovano un legame accertato tra l’uso dei cappelli e la perdita di capelli nell’uso quotidiano tipico e individuano il vero motivo di preoccupazione altrove, ovvero nei copricapi religiosi o professionali aderenti, indossati per molte ore ogni giorno (fonte: Medical News Today). Per chi indossa un berretto da baseball per fare una passeggiata o un berretto di lana in una mattina fredda, la risposta onesta è che la ricerca non offre alcun motivo di preoccupazione.

La vera eccezione: la tensione causata dai copricapi aderenti

Il meccanismo che trova un reale riscontro è chiamato alopecia da trazione e non ha nulla a che fare con l’afflusso di sangue. È una perdita di capelli causata da una tensione prolungata o ripetuta che tira i capelli stessi; fu documentata per la prima volta nel 1907, in persone che avevano perso capelli lungo l’attaccatura a causa di code di cavallo portate molto strette (fonte: DermNet NZ). Qualsiasi cosa aderisca saldamente al cuoio capelluto per ore e venga indossata ogni giorno può, col tempo, produrre lo stesso effetto: turbanti, hijab avvolti molto stretti, cuffie professionali aderenti e copricapi simili, indossati ogni giorno come abitudine anziché occasionalmente. Un berretto da baseball largo indossato per un pomeriggio non è un’esposizione dello stesso tipo. Un sondaggio del 2023 ha rilevato che il 34% delle partecipanti che indossavano l’hijab per sette-nove ore al giorno ha riferito una perdita di capelli, rispetto a solo il 3% tra chi lo indossava per meno di tre ore al giorno (fonte: Medical News Today). È il risultato di un singolo sondaggio, non un tasso accertato applicabile a tutti, ma è in linea con ciò che prevede il meccanismo: contano la durata e la tensione, non il copricapo in sé.

Come capire se il problema è l’aderenza

Poiché l’alopecia da trazione segue la forma di ciò che provoca la tensione, lascia un segno abbastanza specifico da poterlo riconoscere, anziché una vaga impressione che i capelli sembrino più radi. Controlla se la fascia aderente lascia segni o impronte visibili dopo aver tolto il copricapo, se avverti cefalee da tensione lungo la stessa linea o se il diradamento è concentrato proprio dove poggia la fascia, talvolta con una sottile striscia di capelli rimasti proprio sul margine dell’attaccatura, un modello talvolta chiamato «segno della frangia» (fonte: DermNet NZ). Se questa descrizione corrisponde a ciò che osservi e non sai se si tratta di un’attaccatura naturalmente alta o di un effettivo arretramento, osservare più da vicino la forma della tua attaccatura è il passo successivo più utile. Allentare il copricapo, fare delle pause tra un utilizzo e l’altro e alternare copricapi diversi riduce la tensione persistente che provoca il danno. Se individuato presto, questo tipo di diradamento non è permanente: solo una tensione prolungata e ripetuta per mesi o anni distrugge definitivamente il follicolo; quindi, prima si modifica l’aderenza, maggiori sono le probabilità di recuperare completamente. I copricapi sono solo una delle cause di questo tipo di tensione e, se è più probabile che i responsabili siano chignon stretti, trecce, extension o intrecci piuttosto che qualcosa che indossi sulla testa, l’approfondimento sull’alopecia da trazione causata dalle acconciature tratta l’argomento più nel dettaglio.

Se non è il cappello, cosa causa davvero il diradamento?

La maggior parte dei casi di diradamento persistente, in particolare il diradamento diffuso sulla sommità del capo o un’attaccatura che arretra senza che c’entri il copricapo, è riconducibile alla genetica e non a ciò che si indossa in testa. La perdita di capelli androgenetica, o di tipo androgenetico, è causata soprattutto dall’ormone DHT, che agisce sui recettori degli androgeni resi più sensibili da determinate varianti genetiche; questo accorcia gradualmente il ciclo di crescita dei capelli e, col tempo, produce capelli più fini e corti (fonte: MedlinePlus Genetics, NIH). È un processo fondamentalmente diverso dal danno da tensione all’attaccatura. Ecco perché il tipo di diradamento è un indizio così utile: il diradamento diffuso o sulla sommità del capo indica una possibile causa genetica, mentre un diradamento che segue il bordo di una fascia aderente indica una possibile causa legata alla tensione. Una spiegazione completa del funzionamento della perdita di capelli androgenetica approfondisce il meccanismo più di quanto sia possibile fare qui. Indipendentemente dalla causa, c’è una precisazione da tenere a mente: una perdita di capelli improvvisa, a chiazze o con cicatrici, oppure accompagnata da dolore al cuoio capelluto o da altri sintomi, è un motivo per consultare un medico, anziché affidarsi a un’autovalutazione.

Quando il controllo allo specchio esclude una fascia stretta e indica invece un’attaccatura naturalmente alta o che si sta diradando gradualmente, la domanda più utile diventa cosa fare per il diradamento di tipo androgenetico; partire dalla causa effettiva anziché dal prodotto è il modo giusto per cominciare. Lo Spray Minoxidil Signature è a base di minoxidil, l’unico principio attivo della linea per la ricrescita con un’indicazione approvata per la ricrescita e prove a sostegno; tuttavia, il suo uso approvato riguarda specificamente la ricrescita al vertice negli uomini. Non è presentato come trattamento per la tensione all’attaccatura, che richiede di modificare l’aderenza, non di usare un prodotto topico.

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Spray Minoxidil Signature, formulato per l’uso una volta al giorno e approvato per la ricrescita al vertice.
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