Minoxidil Topical Solution USP, 5%

Il testosterone causa la caduta dei capelli? Cosa dicono le prove

Il testosterone di per sé non causa la caduta dei capelli. L’androgeno responsabile del restringimento dei follicoli del cuoio capelluto è il diidrotestosterone (DHT), che il corpo produce a partire dal testosterone grazie all’enzima 5-alfa-reduttasi; ciò che determina davvero se il DHT miniaturizza un determinato follicolo è la sensibilità ereditaria dei recettori di quel follicolo, non la quantità di testosterone che circola nel sangue. Due uomini possono avere lo stesso livello di testosterone e ritrovarsi con attaccature dei capelli completamente diverse, perché i loro follicoli sono predisposti a reagire al DHT in modo diverso. Ecco anche perché un esame del sangue per il testosterone non può prevedere se diventerai calvo né spiegare perché lo sei già.

  • È il DHT, non il testosterone, l’androgeno che agisce sui follicoli del cuoio capelluto; l’enzima 5-alfa-reduttasi converte il testosterone in DHT.
  • Il fatto che il DHT inneschi o meno la miniaturizzazione dei follicoli dipende da una sensibilità ereditaria dei recettori, che varia da persona a persona e che un valore del testosterone non può rivelare.
  • Un esame del sangue per il testosterone misura l’ormone circolante, non il modo in cui reagiscono i follicoli; da solo, quindi, non può diagnosticare né escludere la caduta dei capelli di tipo androgenetico.
  • Le prove sulla ricrescita con minoxidil non dipendono dai livelli di testosterone o di DHT, anche se l’uso approvato è specifico: la ricrescita al vertice, non all’attaccatura dei capelli.

La domanda che si cela dietro il mito

La maggior parte delle persone che cerca un legame tra testosterone e caduta dei capelli in realtà si sta ponendo una di due domande. O presume che il proprio livello di testosterone, alto per via dell’allenamento, degli integratori o semplicemente perché naturalmente piuttosto elevato, debba essere la causa del diradamento, oppure si chiede se un livello più basso avrebbe evitato la caduta e se aumentarlo adesso peggiorerà le cose. Entrambe le domande partono dalla stessa premessa errata: che la calvizie dipenda dalla quantità di testosterone presente. Non è così. La calvizie dipende da come reagiscono i follicoli a ciò che quel testosterone diventa, e questa risposta è determinata dalla genetica, non da un pannello ormonale. Per una panoramica più completa dell’alopecia androgenetica, inclusi i criteri con cui viene riconosciuta e classificata, leggi che cos’è davvero l’alopecia androgenetica; questo articolo si concentra esclusivamente sulla distinzione tra testosterone e DHT.

Come il testosterone diventa DHT

Il testosterone non è l’ormone che agisce direttamente sul cuoio capelluto. Un enzima chiamato 5-alfa-reduttasi converte una parte del testosterone in diidrotestosterone, o DHT, e questa conversione avviene localmente, anche all’interno e intorno al follicolo pilifero, non soltanto in una ghiandola distante. Il DHT si lega ai recettori all’interno del follicolo con più forza rispetto al testosterone: ecco perché è il DHT, e non il testosterone da cui deriva, a restringere nel tempo i follicoli predisposti. Questa distinzione è importante perché separa due domande che spesso vengono confuse: quanto testosterone produci e come reagiscono i follicoli quando una parte di quel testosterone diventa DHT. La prima riguarda un livello ormonale che un esame del sangue può misurare. La seconda è più simile a una caratteristica innata.

Perché alcuni uomini diventano calvi e altri no, pur avendo lo stesso livello ormonale

La caratteristica che determina l’esito dipende dal gene del recettore degli androgeni. Le ricerche hanno rilevato che gli uomini con calvizie di tipo androgenetico tendono a presentare varianti di questo gene che rendono i recettori dei follicoli più facilmente stimolabili dagli androgeni rispetto al normale; di conseguenza, i recettori reagiscono più facilmente ovunque sia presente il DHT (fonte: MedlinePlus Genetics, NIH). I ricercatori non hanno ancora ricostruito del tutto in che modo questi cambiamenti genetici si traducano in un aumento del rischio, ma il risultato è coerente: a fare la differenza è il comportamento dei recettori, non la quantità di ormoni. Le fonti cliniche descrivono la calvizie maschile di tipo androgenetico come una condizione ereditaria causata dalla sensibilità al DHT determinata geneticamente, piuttosto che dalla quantità di ormone presente (fonte: DermNet NZ). È anche il meccanismo su cui si basano i farmaci che bloccano il DHT: riducono la quantità di testosterone convertita in DHT e fanno una differenza significativa soltanto per chi ha la predisposizione genetica che rende sensibili i propri follicoli (fonte: International Society of Hair Restoration Surgery). Ecco perché due uomini con lo stesso livello di testosterone nel sangue possono ottenere risultati opposti e perché l’idea che gli uomini calvi abbiano semplicemente più testosterone non regge quando si guarda a ciò che causa davvero la differenza. Per approfondire il meccanismo specifico dei farmaci che bloccano il DHT, leggi come funziona davvero un farmaco che blocca il DHT.

Il valore del testosterone dice qualcosa sui capelli?

Un normale esame del sangue per il testosterone misura la quantità di ormone che circola nel sangue in quel momento. Non dice nulla sulla sensibilità dei recettori degli androgeni nei follicoli, perché un pannello ormonale non è progettato per misurarla. Per questo il risultato non può diagnosticare la calvizie di tipo androgenetico, escluderla o indicare quanto probabilmente progredirà: un valore nella norma, o persino basso, non significa che i follicoli siano protetti, e un valore alto non significa che sei destinato a perdere i capelli. Se stai valutando una terapia sostitutiva con testosterone, oppure l’hai iniziata e hai notato un cambiamento nei capelli, parlane direttamente con il medico che segue il trattamento, perché l’interazione tra la terapia, la dose e la sensibilità genetica preesistente varia da persona a persona e non può essere chiarita con una spiegazione generale. Lo stesso rapporto tra testosterone e DHT solleva domande correlate ma diverse per le donne, che producono anch’esse androgeni; ne parliamo in un articolo separato: il DHT causa la caduta dei capelli nelle donne?

Quali trattamenti hanno prove a sostegno, a prescindere dal livello di testosterone

Una volta messo da parte il valore del testosterone, la domanda più utile è che cosa modifica davvero l’esito a livello del follicolo. Ci sono due opzioni molto diverse per solidità delle prove, ed è utile capire bene quale sia quale prima di scegliere.

Che cosa prevede davvero l’indicazione del minoxidil

Il minoxidil topico viene usato per stimolare la ricrescita e rallentare un’ulteriore caduta; a differenza dell’estratto di saw palmetto descritto qui sotto, è sostenuto da prove cliniche e non soltanto da un risultato di laboratorio. L’uso approvato è specifico: agisce sulla caduta dei capelli al vertice, tende a funzionare meglio nelle persone sotto i 40 anni con una perdita di capelli più recente e non ha effetto sull’attaccatura dei capelli che si ritira (fonte: MedlinePlus Drug Information, NIH). Nulla di tutto questo dipende dal livello di testosterone o di DHT, perché il minoxidil non agisce bloccando la conversione ormonale come fa un farmaco che blocca il DHT; agisce sul follicolo attraverso un percorso diverso, ed è proprio per questo che resta un’opzione a prescindere dai livelli ormonali. Inoltre, i risultati non sono immediati: dovrai aspettare da quattro mesi a un anno prima di poter valutare se sta funzionando e tieni presente che, se interrompi il trattamento, i risultati svaniscono, perché la maggior parte dei nuovi capelli cade di nuovo entro pochi mesi dalla sospensione del farmaco. Minoxidil Soluzione Topica, 5% è la formulazione supportata da queste prove.

Minoxidil Soluzione Topica, 5%
Le prove sulla ricrescita con minoxidil riguardano il diradamento al vertice; non dipendono dai valori di testosterone o DHT.

Quando inizi a usare il minoxidil, ci sono anche alcuni aspetti da aspettarsi, per non farsi cogliere di sorpresa. Nelle prime settimane molte persone attraversano una fase iniziale di caduta, in cui perdono più capelli prima che il nuovo ciclo di crescita stimolato dal farmaco li sostituisca; questa caduta è una fase normale e temporanea del funzionamento del farmaco, non un segnale che abbia smesso di funzionare. Gli effetti collaterali più comuni sono irritazione e prurito del cuoio capelluto, di solito causati dal glicole propilenico presente nella soluzione, e la crescita di peli indesiderati sulla pelle vicina, per esempio sulla fronte o sulle tempie, se il prodotto vi si trasferisce prima di asciugarsi. Non iniziare il trattamento senza prima consultare un medico se sei in gravidanza o stai allattando, hai una patologia cardiaca, la pelle del cuoio capelluto è irritata, lesionata, scottata dal sole o comunque non è in condizioni normali, la caduta è improvvisa o a chiazze anziché seguire il diradamento graduale trattato in questo articolo, oppure hai meno di 18 anni (fonte: MedlinePlus Drug Information, NIH).

Qual è, onestamente, il ruolo di uno shampoo per il cuoio capelluto come questo

La serenoa repens è l’ingrediente alla base dello Shampoo alla Serenoa Repens Anti-DHT, e vale la pena essere precisi su ciò che significa davvero il suo legame con il DHT. I suoi acidi grassi e fitosteroli hanno inibito la 5-alfa-reduttasi nei test di laboratorio: si tratta di un risultato concreto sullo stesso enzima di cui abbiamo parlato in questo articolo. Ciò che non è stato dimostrato è un effetto sul cuoio capelluto umano: la ricerca clinica sulla serenoa repens è limitata, è stata condotta perlopiù su integratori orali e soprattutto su piccola scala, e nessuno studio ha testato nello specifico uno shampoo da risciacquare. Inoltre, uno shampoo resta sul cuoio capelluto solo per un paio di minuti prima di finire nello scarico: un’esposizione molto diversa da quella di un trattamento senza risciacquo. Uno shampoo come questo può quindi essere una parte ragionevole della routine, pensata per il comfort, ma non è ciò che previene la caduta dei capelli e non sostituisce un farmaco che blocca il DHT o il minoxidil. Se stai valutando nello specifico la serenoa repens rispetto a un farmaco da prescrizione che blocca il DHT, il confronto è illustrato in serenoa repens a confronto con finasteride.

Shampoo alla Serenoa Repens Anti-DHT
Un prodotto da risciacquare che favorisce il comfort del cuoio capelluto, con prove sul DHT basate su studi di laboratorio, non clinici.

Quando consultare un medico

In alcune situazioni è opportuno rivolgersi a un medico anziché formulare un’autodiagnosi basata sugli ormoni. La caduta improvvisa o a chiazze, oppure accompagnata da cicatrici, dolore al cuoio capelluto o altri sintomi, non è spiegata dal normale meccanismo testosterone-DHT trattato in questo articolo e richiede una valutazione accurata, non supposizioni. Lo stesso vale per le domande sulle opzioni soggette a prescrizione, come finasteride o dutasteride: agiscono sul percorso di conversione descritto sopra, ma il dosaggio, l’idoneità e il monitoraggio sono decisioni mediche, non questioni da risolvere sulla base di una spiegazione generale; il passo successivo giusto è quindi rivolgersi a un medico, non affidarsi ai consigli di questo articolo.

Risposte rapide

Il testosterone alto causa la caduta dei capelli? Non da solo. Il testosterone deve prima essere convertito in DHT, e il DHT favorisce la caduta dei follicoli soltanto nelle persone i cui recettori sono geneticamente predisposti a reagire; quindi, un livello alto di testosterone, da solo, non permette di prevedere la calvizie.

Gli uomini calvi hanno più testosterone? Non necessariamente. La differenza tra chi diventa calvo e chi no dipende dalla sensibilità dei recettori dei follicoli al DHT, non dalla quantità di testosterone prodotta; perciò, due uomini possono avere lo stesso livello di testosterone e ottenere risultati opposti.

Il DHT è la stessa cosa del testosterone? No. L’enzima 5-alfa-reduttasi produce il DHT a partire dal testosterone, ed è il DHT, non il testosterone in sé, ad agire sui follicoli del cuoio capelluto.

Una volta distinta la dinamica del meccanismo dal valore ormonale, la parte pratica è più semplice: ha più senso intervenire su ciò che cambia l’esito a livello del follicolo che inseguire un valore diverso in un pannello di laboratorio. Il minoxidil agisce in questo modo a prescindere dal livello di testosterone, e abbinarlo a un prodotto per il comfort del cuoio capelluto, come lo shampoo alla serenoa repens descritto sopra, è una scelta ragionevole per la routine, non una soluzione ormonale in bottiglia.

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